• International Association for Expressive Sandwork

    International Association for Expressive Sandwork

    Expressive Sandwork

    “... I realized that nobody was judging me."

     

     

     

     

     

  • International Association for Expressive Sandwork

    International Association for Expressive Sandwork

    Expressive Sandarbeit

    “I liked everything. I want to continue being part of the project"

    Zeit - Online read Article
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  • International Association for Expressive Sandwork

    International Association for Expressive Sandwork

    Trabajo Expresivo con Arena

    “During this project I could open up, unburden myself"

     

     

     

     

     

  • International Association for Expressive Sandwork

    International Association for Expressive Sandwork

    Sandwork Expresiv

    “I won`t forget this project and when I'll grow up I will volunteer somewhere too."

     

     

     

     

     

  • International Association for Expressive Sandwork

    International Association for Expressive Sandwork

    表达性沙游工作

    “This project calmed me, I`m not as hasty and rash as before...."

     

     

     

     

     

  • International Association for Expressive Sandwork

    International Association for Expressive Sandwork

    الجمعية الدولية للعمل التعبيري بالرمل

    “It mattered very much to me that somebody cared about me, even if she didn`t say so."

     

     

     

     

     

  • International Association for Expressive Sandwork
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Italiano

Grazie a una sabbiera dallo sfondo blu, a qualche manciata di sabbia fine e a miniature colorate è possibile rappresentare il proprio mondo interiore. Questo lavoro espressivo permette di rafforzare le proprie risorse e di elaborare esperienze negative o anche traumatiche. Si rivolge alle forze di autoregolazione proprie ad ogni essere umano e dunque presenti anche in ragazzi e bambini. La psiche ha una tendenza all'autoregolazione, produce autonomamente immagini e processi di immagine per compensare lo squilibrio che c'è tra conscio e inconscio.

L’obbiettivo è dunque offrire sostegno terapeutico a bambini e ragazzi (5-15 anni) che non se lo possono permettere, formando dei volontari che non sono (necessariamente) terapeuti. Come in alcuni approcci di arteterapia, in questo metodo non si ricorre alla verbalizzazione. Il Sandwork Espressivo è dunque transculturale: dal 2007 ad oggi i progetti si sono estesi in 10 paesi appartenenti a quattro continenti.

Il seguente articolo che accompagna una trasmissione radiofonica è utile ma contiene qualche imprecisione: il metodo ideato negli anni Trenta del Novecento a Londra è la Sandplay Therapy. Il Sandwork Espressivo, è ispirato ad esso e fu ideato da Eva Pattis Zoja e colleghi in Colombia nel 2007/2008:

La dott.ssa Eva Pattis, psicanalista junghiana per adulti e bambini, ha fondato questo metodo basandosi sulla Psicologia Analitica di C.G. Jung e sulla Sandplay Therapy sviluppata dall’allieva junghiana Dora Kalff ispirata a sua volta dalla pediatria londinese Margaret Lowenfeld. Il Sandwork Espressivo viene applicato in un setting di vari volontari, ognuno con il “proprio” bambino/ragazzo, dunque il gruppo fornisce ulteriore contenimento: offre quella sicurezza che è necessaria per sentirsi liberi di giocare.

Per ulteriori informazioni sul metodo consultare le FAQ e le pubblicazioni.
L’approccio è stato applicato aiutando bambini e/o ragazzi con diversi gradi difficoltà:
  • Stress e disturbi psicosomatici legati al lockdown 2020 (Italia)
  • Bambini/ragazzi con bisogni educativi speciali (Italia e Romania)
  • Bambini/ragazzi con bisogni mentali speciali (Cina e Colombia)
  • Bambini/ragazzi con bisogni fisici speciali (Colombia)
  • Bambini/ragazzi con malattie croniche e lunghi periodi di ospedalizzazione (Colombia)
  • Bambini/ragazzi con malattie terminali (Colombia)
  • Bambini/ragazzi trascurati, abbandonati, esposti a povertà o violenza domestica (si veda la sezione “progetti nel mondo”)
  • Bambini/ragazzi che attengono l’adozione (Colombia e Argentina)
  • Bambini/ragazzi destinati a rimanere in orfanotrofi o altri centri di cura fino all’età adulta (Palestina, Romania, Cina)
  • Bambini/ragazzi che vivono in quartieri con un alto grado di criminalità, anche infantile (Sudafrica, Colombia, Argentina)
  • Bambini/ragazzi che soffrono di traumi collettivi a causa di guerre (Palestina, Colombia, Malaysia) o migrazione forzata (Germania)
  • Bambini/ragazzi che hanno presenziato la morte dei loro cari a causa di catastrofi naturali (terremoti in Cina, 2008; Tibet 2009 e Italia 2011)
  • Bambini/ragazzi (precedentemente) esposti alla prostituzione (Colombia e Malaysia)

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